“CON I PIÙ DEBOLI, CON I PIÙ AUDACI”
La Regione Toscana e la sfida dell’etica, nelle parole dell’assessore Ambrogio Brenna
La responsabilità sociale delle imprese è un concetto diventato per la Regione obiettivo di governo per il perseguimento di uno sviluppo fondato sulla non discriminazione, la valorizzazione delle persone e delle “diversità”, la protezione e la tutela dei diritti acquisiti. Una crescita che significhi sviluppo all’interno di un tessuto imprenditoriale di piccole dimensioni, più reattivo ai cambiamenti ma al tempo stesso più facilmente “aggredito” dalle logiche di mercato.
Il contesto economico toscano, all’interno del panorama italiano ed europeo, si contraddistingue per l’articolazione in distretti industriali: sistemi che vivono di integrazione delle economie e di “reti”, spesso informali, che ne spiegano il successo, nonostante le inevitabili periodiche difficoltà congiunturali, che si aggiungono a quelle strutturali.
L’obiettivo è far sì che queste reti si rafforzino, si formalizzino e trovino visibilità a livello internazionale, sia attraverso investimenti in ricerca e sviluppo sia attraverso investimenti in sistemi gestionali che rafforzino le relazioni interne alle imprese, loro vero punto di forza. Investire nella responsabilità sociale delle imprese significa dare valore, evidenza e soprattutto concretezza all’“etica”.

Studi e indagini sulle recenti evoluzioni del mercato ci indicano come una quota crescente di consumatori orientino le proprie scelte sulla base di valori immateriali del prodotto o del servizio, che si riassumono proprio nel concetto di responsabilità sociale ed ambientale.
La lezione ci viene da lontano. Da un decennio circa è cresciuta l’attenzione verso la tutela ed il rispetto dei diritti umani, fenomeno che ha accompagnato le delocalizzazioni produttive e quello che più in generale chiamiamo “globalizzazione”. La diffusione globale e veloce dell’informazione ha intaccato la reputazione di imprese multinazionali, con notevoli danni di fatturato.

Al di là dei vantaggi di immagine, in un contesto economico globalizzato investire nei diritti e nella crescita continua è diventato indispensabile se si vuole creare uno sviluppo coeso e duraturo. La missione dell’Assessorato alle piccole-medie imprese (PMI) è creare un ambiente favorevole allo sviluppo, in maniera solida e duratura; questo passa necessariamente sotto la spinta della innovazione. Per noi investire nella responsabilità sociale è sinonimo di innovare.
Abbiamo individuato la certificazione di responsabilità sociale SA8000, uno standard internazionale e per tanto riconoscibile e verificabile, come elemento distintivo delle nostre imprese. La SA8000 è strumento di sviluppo, in un’ottica di continuo miglioramento della gestione interna, laddove le persone sono parte integrante di un impresa e “motore” del suo successo.

E’ uno standard che viene rivisto ogni tre anni alla luce di nuove indicazioni che pervengono alla SAI International, l’organismo che lo ha emanato; nasce dalla condivisione e dallo scambio tra due mondi prima sconosciuti: il profit ed il non profit, nel tentativo non sempre facile di conciliare il profitto con considerazioni di natura etica.
L’ottenimento del certificato non risponde solo ad un miglioramento di immagine e non è obiettivo fine a se stesso ma costituisce uno strumento per migliorare continuamente la gestione, attraverso il perseguimento di nuovi obiettivi e la loro condivisone.

Le Pubbliche Amministrazioni avranno sempre più il ruolo di implementare ed arricchire gli strumenti di responsabilità sociale a livello territoriale, inserendo elementi che potranno riguardare ad esempio la mobilità cittadina, l’introduzione di orari di lavoro flessibili che favoriscano la conciliazione tra tempi di lavoro e personali.
Altro punto forte della SA8000 è il coinvolgimento della catena di fornitura, che deve sottoscrivere i principi della norma e che è soggetta a controlli da parte dell’organismo di certificazione. Questo si traduce in vantaggio anche per i dipendenti dell’indotto e significa impegno alla trasparenza da parte dell’impresa certificata, che per noi è sinonimo di affidabilità e credibilità.

La SA8000 non dice di più delle leggi, le quali nel nostro paese sono già buone e garantiscono sufficientemente i lavoratori (lo standard applica sempre le condizioni più “restrittive” favorevoli al lavoratore), ma implica un impegno dell’impresa a rendersi visibile nel rispetto di quelle regole, che invece spesso vengono eluse tramite pratiche poco trasparenti.
In questo senso è uno standard per i “più audaci”, che tutela i “più deboli”, e che ci consente la costruzione della “tracciabilità sociale” dei prodotti toscani, la cui peculiarità è già nella riconosciuta qualità delle manifatture e dei servizi.
La diffusione della certificazione SA8000 è un primo, fondamentale passo per dare anche all’Europa un segnale importante; la Toscana sosterrà la necessità di adottare standards di matrice europea verificabili, configurati sulle caratteristiche delle PMI, che non troveranno così impreparato il nostro sistema produttivo.

Fino al 2006 (2005 per i territori in “sostegno transitorio”) le imprese potranno richiedere i contributi per la certificazione; gli uffici regionali sono pronti a dare tutte le informazioni necessarie in proposito. Ad oggi sono 48 le imprese che, grazie ai contributi regionali ed europei, hanno avviato ed in alcuni casi concluso questo processo, alle quali si aggiungono le imprese, anche di dimensioni medio-grandi che hanno ottenuto la certificazione grazie allo stimolo della Regione.
Da parte nostra va un ringraziamento a queste imprese che hanno avuto il coraggio e la voglia di innovarsi. Siamo già impegnati ad estendere gli aiuti negli altri settori produttivi e per le fasi successive di implementazione nel nuovo sistema gestionale improntato alla responsabilità sociale.

Stiamo inoltre progettando strumenti di sostegno nelle fasi successive alla certificazione, attraverso criteri di agevolazione nell’accesso agli altri contributi pubblici e nella promozione di questa nuova imprenditoria.
È iniziato il processo per verificare l’ottenimento della certificazione sociale, ambientale e gestionale “integrata” della Regione, che, in virtù della sua natura di ente appaltante, incoraggerà a sua volta le imprese fornitrici verso la scelta etica.
La Commissione Etica Regionale costituitasi lo scorso maggio è pronta ad elaborare proposte e a recepire idee che ci verranno da tutti voi.